06-19-5-idee-anti-traffico

“Dopo la lettera del sindaco Nardella a La Nazione, e la drammatica situazione del traffico, credo sia giusto approfondire la questione. Il primo cittadino rimanda al futuro la risoluzione dei problemi (come se la fine dei cantieri della tramvia fosse la panacea di tutti i mali) e dice di puntare tutto sul trasporto pubblico, senza realmente incentivarlo. Prendiamo il bike sharing, tra i punti fondanti del programma di Nardella. Nell’ottobre 2012 l’allora vicesindaco ne annunciava il rapido arrivo: 40 giorni per aprie 50 stazioni. Cinque anni dopo cosa resta?
Prendiamo il car sharing, altro pilastro nardelliano per la mobilità: 600 auto in una città di 365mila abitanti, che diventano quasi il doppio nei giorni lavorativi grazie ai pendolari, sono una goccia nell’oceano. Altra contraddizione: come si può pensare di incentivare il trasporto pubblico aumentando il prezzo del biglietto, come Nardella ha fatto nel giugno 2015,  da 1.20 a 1,50 euro? Nè si può imporre la rinuncia all’uso dell’auto privata. Per andare a prendere i bambini, per trasportare gli anziani, per fare consegne, per gli artigiani, l’utilizzo del mezzo privato è irrinunciabile.
Abbiamo elaborato un piano in 5 punti:
1) Pedaggio gratuito sull’A1 da Firenze Sud a Firenze Nord per i fiorentini, per utilizzare l’autostrada come tangenziale, e ridurre il traffico sui viali;
2) Creare all’interno della Ztl alcune staffe di penetrazione aperte a tutti, sul modello di tutte le maggiori città europee;
3) Unica tessere elettronica, caricabile anche via internet, di abbonamento a bus, tram, bike e car sharing, distribuita a tutti i cittadini (come l’Oyster card di Londra. La card deve essere a prezzo dimezzato, e il singolo biglietto Ataf venduto a 1 euro e valido tutto il giorno, fino alla fine dei cantieri;
4) Un ufficio che coordini gli eventi in città, per evitare sovrapposizioni come quelle che l’altro giorno hanno mandato in tilt la mobilità fiorentina”.